Al termine di un anno pastorale della nostra comunità parrocchiale, quando la tensione delle attività comincia a calare, si trova il tempo per pensare e riflettere maggiormente. Ci muoviamo in due direzioni particolari: da una parte, la “pausa” ci fa guardare indietro, tingendo, forse, il pensiero di malinconia, dall’altra ci spinge a guardare avanti, verso il prossimo inizio, con la gioia e l’entusiasmo di un bambino. Tra queste due direzioni si trova quel tempo particolare che è l’estate : tempo di vacanze. Di norma è il tempo che, più di ogni altro, ti pare volare via, anche perché tutti noi siamo portati a gonfiarlo di proposte, impegni e iniziative varie.
Tutto ciò è molto bello: il coinvolgimento in “alta tensione” della propria vita di norma fa sentire giovani, pieni di forze e ben disposti, nei confronti della vita.
Però un rischio c’è: il tempo troppo pieno rischia di non lasciare spazio al protagonista principale, che è Dio. Di Lui sappiamo due cose per certo: primo che è Creatore, e fa esistere tutte le cose belle che ci circondano, oltre a noi stessi; e, secondo che anche Lui talvolta si riposa. La Creazione è davvero magnifica, e sarebbe un peccato - nel senso autentico della parola - perdersela per correre dietro a tanti piccoli idoli.
Oggi si parla di vacanze intelligenti, programmate tenendo in considerazione la scelta del periodo, gli orari di partenza e di rientro, i luoghi più belli e meno affollati. Sarebbe bello parlare di vacanze intelligenti che servono, oltre che al corpo anche allo Spirito. Durante l’anno siamo presi dalla fretta. Cerchiamo di fare tutto velocemente senza mai riposarci.
Questo nostro atteggiamento frettoloso si riflette in tutto quello che facciamo: non c’è la pazienza di ascoltare; il rapporto con i figli è improntato alla fretta e le relazioni con i familiari si vanno diradando. Non si ha più il tempo di riflettere, di fermarsi e, soprattutto, non si ha più tempo, né tantomeno la voglia, per pregare, per ascoltare il Signore, per lasciarsi guidare dallo Spirito. Quello che dovremmo fare, durante questa estate è fermarci e riflettere.
Ai giovani: non trascorrete tutta l’estate nel “branco” di amici che si trascina per strada, che si accampa nei muretti e s’intontisce nelle discoteche fino a notte fonda, ma impegnatevi a vivere amicizie vere, fatte di ascolto, dialogo, riflessione, impegno comune e perché no… di solidarietà.
Lo stesso invito non può non essere rivolto pure agli adulti ed anziani: anche in essi è sempre in agguato la tentazione dell’inerzia, grande dissipatrice di energie! E’ vero, si chiudono le porte delle varie attività pastorali, ma non si chiudono i cancelli della carità, dell’ascolto, dell’accoglienza e della preghiera.
Cari amici, auguriamoci, una VACANZA DI COMUNIONE!!! E ricordiamoci che la domenica è il giorno del Signore, ovunque ci troviamo. La nostra parrocchia non chiude, né il nostro sito va in ferie, ve ne sarete accorti. E allora continuiamo a “sentirci”, e per quanto possibile, a vederci. A presto.
P.S.
SOTTO L’OMBRELLONE ....DELLA SAGGEZZA
Se l'uomo esiste…
La frase potrebbe anche essere capovolta così:
«Se l'uomo esiste, c'è da sperare che abbia una scusa valida».
E’ l'uomo che deve fornire, ogni giorno, una ragione plausibile che giustifichi la sua presenza su questa terra.
Se non ama, non ha altre giustificazioni per occupare un posto quaggiù. Non ha diritto all'esistenza (ha rinunciato a questo diritto, meglio, a questo dono). È un abusivo della vita. Un essere inutile.
Se un uomo rifiuta l'amore non può chiamarsi uomo.
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