magicaalice80 Inserito il 20/07/2010 13.46.58 In preda al dolce far niente (me lo merito, dopo tanto studio!!!), sono a navigare in internet, col mio note-book, che mi fa compagnia, anche al mare. Non sono assidua visitatrice di questo sito, ma quando mi ci trovo, ne approfitto a leggere le riflessioni. Stamattina, mi è capitato di trovarmi, proprio quando nell’ home-page si inseriva la nuova riflessione. Sarà stato un caso? Fatto sta che la curiosità mi ha portato subito a cliccare su “vai all’articolo completo”.
Che forte (oltre che bella) provocazione! Tu cosa dici di te stesso? Quale modello di vita insegui? E’ un interrogativo che fa paura, che crea inquietudine, tormento, perché sappiamo che in fondo i nostri comportamenti ed i nostri atteggiamenti, sicuramente “alla moda”, si rivelano, il più delle volte, superficiali e poco seri e il nostro “io” sempre meno disposto a scovare nell’ intimo la miglior risposta alla vita (quella vera, naturalmente!). Meglio rifugiarsi nel “così fan tutti”, evitando di perdere l’immagine, la sicurezza, la popolarità.
Ma, a pensarci bene, non avvertire il richiamo per qualcosa di “tuo”, non aprirti su certe questioni per paura o vergogna, non porre dei limiti, non farsi coinvolgere su delle verità, non desiderare qualcosa di più grande….tutto questo non è vivere, è vivacchiare.
Amici, io sono fortemente dibattuta…e voi? Mi chiedo: In quella passerella sulla battigia, ci sono anch'io... che cosa devo far vedere di me?
Attendo con ansia la seconda parte della riflessione, per la quale sin d’ora ringrazio la redazione.
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Enzo Parato Inserito il 16/07/2010 14.00.58 Auguri don Carmine, grazie perchè rendi onore ad un nome straordinario e come Lei ,ogni giorno, con la tua opera pastorale non sei ospite ma tutto nostro interno ai nostri problemi, preoccupato per i nostri malesseri e sempre uomo di speranza! Grazie, auguri affettuosi! |
comunità parrocchiale Inserito il 16/07/2010 7.13.52 Un nome,il tuo nome,
scritto nel cuore di Dio…..
Per ogni giorno……
Ti auguriamo il sole
che scaldi ogni sospiro della tua anima.
Ti auguriamo la pioggia
che rinfreschi le giornate troppo aride
dei deserti della vita.
Ti auguriamo il vento
che ti accarezzi
e riempia con il suo soffio il tuo cuore.
Ti auguriamo l'amore:
è Dio che passo dopo passo
ti condurrà alla meta.
Auguri, carissimo don Carmine.
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coralba Inserito il 26/06/2010 9.01.38 Hai chiamato i loro cuori per nome.
Hai messo i loro passi sulla stessa strada.
Hai disegnato il loro cammino fino a Te,
ed oggi la tua presenza avvolge in un tenero abbraccio
il loro amore.
Hai messo un "sì" sulle loro labbra per annunciare
l'infinita meraviglia del tuo agire.
Adesso da un angolo del cielo, ti preghiamo,
veglia sulla loro unione.
A Massimo e Francesca, che oggi coronano il loro sogno, i nostri più sinceri ed affettuosi auguri.
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In questi giorni l’evento sportivo dei Mondiali ci sta coinvolgendo un po’ tutti. Un piacevole passatempo che ci fa rilassare e ci fa riflettere.
Mi piace condividere alcune riflessioni del Santo Padre.
Joseph Ratzinger indaga sui valori del calcio
Interessato all'impatto di eventi come i Mondiali
CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 16 giugno 2010 (ZENIT.org).- Benedetto XVI, quando non era ancora Papa, ha scritto di calcio, interessato all'enorme impatto che hanno eventi come i Mondiali.
"Con la sua periodicità di quattro anni, il Campionato Mondiale di Calcio dimostra di essere un avvenimento che attira centinaia di milioni di persone", riconosceva il Cardinale Joseph Ratzinger in un testo scritto negli anni Ottanta, ora consultabile sul portale della rivista Humanitas (www.humanitas.cl), della Pontificia Università Cattolica del Cile.
"Non c'è quasi alcun altro avvenimento sulla terra che abbia una ripercussione di simili proporzioni - aggiungeva -. Il che dimostra che con questo si sta toccando qualcosa di radicalmente umano, e bisogna chiedersi dove si trova la base di questo potere".
Lo scritto venne raccolto nel 1985 in un testo intitolato "Suchen was droben ist" ("Cercare ciò che sta in alto"). L'allora Cardinale sottolineava che, "come gioco di squadra, il calcio obbliga a un ordinamento di ciò che è proprio all'interno dell'insieme; unisce attraverso l'obiettivo comune: il successo e l'insuccesso di ciascuno sono basati sul successo e sull'insuccesso dell'insieme".
"Il calcio insegna uno scontro pulito in cui la regola comune alla quale il gioco si sottomette continua ad essere ciò che unisce e vincola anche nella posizione di avversari".
In conformità al titolo della raccolta, l'autore concludeva che "la libertà vive della regola, della disciplina che impara l'agire congiunto e lo scontro corretto, l'essere indipendente dal successo esteriore e dall'arbitrarietà, e in questo modo arriva ad essere realmente libero".
Riflessioni interessanti, vero?
Non ci dicono qualcosa circa il nostro rapporto "con gli avversari?!"
Buona visione delle partite e... buone vacanze!
m.t.
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don carmine Inserito il 14/06/2010 11.43.23
Carissima ho letto con attenzione il tuo scritto. A scanso di equivoci dico subito che io non mi ritrovo proprio in quel modello di sacerdote che tu conosci. Mi accorgo che per me la strada è ancora lunga per tagliare quel traguardo, perché tale è, quello che tu documenti.
Detto questo devo manifestarti la mia gioia perché tu testimoni che comunque sacerdoti di quella portata ci sono e tu evidentemente ne fai o ne hai fatto esperienza. E affermarlo di questi tempi, uscendo fuori della “massa” dove molti trovano comodo galleggiare, ti fa onore.
Quante belle (e vere) cose dici...
Te lo confesso: essere sacerdoti in questo mondo è una bella sfida. Infatti, come tutte le sfide vivi momenti di esaltazione e di prostrazione è vero, ma mai ti dai per vinto perchè di fronte e a fianco hai sempre Qualcuno che ti sprona e dietro tanti, come te, che continuamente ti spingono. Grazie!
don carmine
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magicaalice80 Inserito il 13/06/2010 9.24.14 Caro sacerdote,
ti scrivo a conclusione dell’anno a te dedicato sostanziato di giorni nei quali le preghiere, da un lato, e le accuse, dall’altro, si sono moltiplicate. Non mi vergogno di dire che appartengo a quella “categoria” di persone, che, soprattutto in questo periodo dell’accusa e del dileggio mediatico, non si confonde nella massa, ma dichiara apertamente di essere “tua amica”.
Mi interrogo spesso sul tuo ruolo, sulla tua vita, sulle scelte da te compiute: so che la tua è una storia d’amore, non esente dalle difficoltà o dalle privazioni. Per questo ti stimo e ti ammiro.
Mi verrebbe da chiederti: sei felice? La risposta la scorgo dalla passione con cui cerchi di amare l’umanità e di condurla a Dio: Cristo adopera le tue mani, le tue labbra, il tuo cuore per amare, benedire, perdonare e incoraggiare, quanti a te, e quindi a Lui si affidano.
Sì, mi rivolgo a te, che compari nelle tante foto di bambini e adulti nei momenti importanti della loro vita: con le tue parole e con il tuo discreto, ma premuroso affetto, ci fai riscoprire veramente di essere amati da Dio prima di chiunque altro. Penso a te, che accogli quotidianamente le confessioni, i travagli interiori di tante persone, le preoccupazioni degli adulti, gli incerti pensieri dei giovani, non dimenticando mai che la dignità della persona è alla base del tuo servizio pastorale.
Grazie a te, che ami ogni comunità a te affidata e anche quando sei trasferito in un’altra parrocchia, mi fai comprendere cosa significhi essere realmente strumento nelle mani di Dio, chiamato a spogliarsi di sé, a sradicarsi per andare là, dove è necessaria la tua presenza.
Mi rivolgo a te che mi dici: “Se hai bisogno di me, puoi chiamarmi anche a mezzanotte: non vado mai a letto prima di quell’ora.” Da me e da tutti pretendi tanto, proprio perché anche tu dai tanto. Porti avanti il tuo ministero con fervore, ma anche con le difficoltà di chi deve rivolgersi principalmente ad una società in continua evoluzione e per fare questo utilizzi tutti gli strumenti tipici del mondo giovanile: internet, facebook,, musica… Le “tue parole virtuali” raggiungono anche chi è più distante, colpiscono anche chi sembra indifferente, lo costringono ad interrogarsi, a scoprire le ragioni del tuo entusiasmo.
Grazie a te, che nel tuo ministero ti senti sempre inadeguato, umile strumento nelle mani di Dio.
La tua forza sta proprio nella fragilità che ti rende uomo, in mezzo agli uomini, chiamato a percorrere come tutti, i preziosi passi verso la Gioia infinita. Sei tu che mi insegni che è a Lui che bisogna affidarsi con cuore sincero nella certezza di non essere mai soli.
Mi rivolgo a te, che credi in noi e ci spingi ad osare sempre di più e a guardare al bello che c’è nella nostra vita, segui i passi con l’orgoglio di un padre, ci inviti a non soffermarci sulle cadute e a rialzarci subito, perché non esiste un tempo in cui non si debba lottare per le cose in cui si crede e per i propri sogni.
Rileggendo la tua presenza alla luce della Parola, scopro che il Signore mi è sempre stato accanto, aveva il tuo nome don…….. ma eri sempre tu. Tu che sei sempre presente, tu che hai tanti volti e che ricordi tutta la nostra storia. Quando alla sera, si spengono tutte le luci, ognuno ritorna dai propri cari e tu termini le tue attività pastorali senza orari e allora che vivi il tuo più grande sacrificio, ma è in quel momento che arriva l’abbraccio del tuo Dio e l’affetto sincero nelle preghiere di chi si fa tuo fratello, figlio e amico.
Forse, mi dirai che sono stata troppo benevola con te……
Non è così….Non sono così cieca per non vedere le cose che non vanno, prima in me e poi negli altri. Ma il bene maggiore non è di abbassare l’ideale, ma di innalzare il livello della nostra vita, di sentirsi tutti più umili, più uniti nella Chiesa. Soprattutto a non scagliare troppo facilmente la prima pietra.
Un saluto e un abbraccio amico don……..
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il vaso di pandora Inserito il 08/05/2010 13.04.11 Ma che gran piacere! Ogni qualvolta che c’è da criticare non ci facciamo mancare mai niente. Se poi i destinatari delle critiche sono la Chiesa, il Papa, i sacerdoti e via discorrendo non c’è alcun limite .. ci si serve anche del silenzio-assenso addirittura..., ma ormai da un po’ di tempo, dopo il calcio, questo è diventato lo sport nazionale.
Eppure anche un bambino potrebbe alzare il ditino e far osservare che se non è stato tutto corretto il passato, (giusto e sacrosanto riconoscerlo) non è detto che è tutto sbagliato il presente… come verrebbe da pensare invece nel leggere alcuni giornali e riviste di questi tempi
Sono stato a messa oggi, in occasione dell’8 maggio, Madonna di Pompei e mi ha sorpreso non poco ascoltare:
“Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.”
Non era un’agenzia di stampa, era il vangelo Gv.15,18-21
Mi sono detto: allora era tutto previsto! e non da ieri!
Se la cosa non mi conforta non mi fa nemmeno deprimere: mi fa pensare..
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